Vendemmia 2020 🥂

“Un’annata piuttosto PARTICOLARE!”

Una definizione calzante, che ben rende l’idea anche per chi, come noi, lavora nel mondo del vino.

Ma partiamo con calma.

La scorsa campagna, la 2019, è stata disastrosa. Una grandinata fortissima, verso metà giugno, ci aveva distrutto praticamente tutto.

Invece che 10 000 bottiglie, ne abbiamo prodotte a mala pena 1500. Un disastro!

Il problema pensavamo si potesse riversare anche sulla stagione successiva (la 2020), con un legno piĂą fragile, con meno fertilitĂ  delle gemme e meno produzione.

Per fortuna la natura è stata clemente, almeno inizialmente.

Nel 2020 abbiamo avuto una buona primavera, senza grossa piovosità e quindi poca acinellatura (cioè perdita dei chicchi di uva tra la fase di fioritura ed allegagione, a nostro modo di vedere, il vero punto debole della vite Erbaluce).

Ci aspettavamo quindi un’estate torrida, proprio per via di un Maggio molto caldo e secco, sullo stile del 2018, se non di più.

Però, proprio tra la conclusione di Maggio e i primi di Giugno, ha iniziato a piovere ogni 4/5 giorni.

Eravamo preoccupati, più che altro perché c’erano tutti i presupposti per una campagna 2014-bis, che sicuramente è stata buona, ma molto delicata per la battaglia contro peronospora ed oidio.

Abbiamo quindi iniziato i trattamenti di rame, praticamente unico alleato biologico contro la peronospora, per cercare di tamponare le prime infezioni, fondamentale per non perdere troppo apparato verde e quindi “forza ed energie” per il ciclo vegetativo delle piante.

Questa condizione di incertezza ci ha accompagnato per tutta l’estate, fino a fine luglio/inizi di agosto, quando il meteo si è stabilizzato, in positivo.

Un bel sospiro di sollievo, visto che, nel biologico, il quantitativo di prodotti da usare contro le malattie funginee è piuttosto basso.

L’8 settembre abbiamo iniziato la vendemmia dell’Erbaluce spumante. Faremo un approfondimento sullo spumante 2020, in quanto è e sarà un prodotto concettualmente diverso dalle bollicine che abbiamo fatto fino ad adesso.

Grado zuccherino 17, che in gradi alcolici vuol dire 11,3. Gradazione ottimale per la spumantizzazione, per riuscire ad ottenere un buon equilibrio tra aciditĂ  ed aromi, con un possibile valore alcolico finale sui 12,5%.

Al gusto si percepisce giĂ  una bella nota fresca molto ben arrotondata dal lavoro del nostro Erbaluce allevato a Guyot.

Sembra quindi essere un’ottima annata per il nostro “Volo Libero Spumante”, uva sanissima, davvero davvero bella e con profumi molto interessanti (anche se si capirà più in là, tra un paio di mesi, quando il vino si sarà stabilizzato dallo stress fermentativo, l’effettivo valore del prodotto). Insomma, incrociamo le dita.

Finito lo spumante di Erbaluce, iniziamo a parlare di una novità, ovvero il “Volo Libero Rosè”.

Finalmente, da quest’anno, anche se solo come esperimento, quindi pochissime bottiglie, abbiamo iniziato a produrre una piccola linea di bollicine rosè.

100% Freisa, forse in futuro con qualcosina di Nebbiolo, ma per ora solo Freisa, vitigno, secondo noi, molto sottovalutato. Vedremo.

Dopo poche settimane dalla varie pressature, quando ormai la fase tumultuosa della fermentazione era finita ed i primi profumi erbacei delle uve si stavano trasformando in aromi piu definiti (piĂą da vino per intenderci), abbiamo notato che rispetto agli altri anni, i mostri/vini risultavano piĂą profumati. Sicuramente ogni annata è diversa, ci sono quelle che esprimono piĂą frutto, altre piĂą struttura ecc… però, quello che ci sentiamo di dire è che un (possibile) contributo a ciò possa essere stato dato dalle reti anti grandine, unica “new entry”, oramai obbligatoria con questo meteo pazzo, di quest’anno.

Ci sono molti studi e ricerche scientifiche che ben esprimono i benefici di esse, principalmente nel proteggere i grappoli dagli aggressivi raggi solari, specialmente nel periodo estivo (una schermatura del 5/10%)

Abbiamo chiesto conferma all’enologo e anche lui aveva le stesse sensazioni.

L’uva, infatti, quest’anno, era bellissima, ben matura e mai minimamente bruciata.

Concludendo, sarebbe bello trovare la morale che, da un’annata disastrosa come il 2019, si possa fare uno step qualitativo in più credendo “semplicemente” in un “piccolo” investimento come quello delle reti anti grandine.

Sicuramente dovremo aspettare almeno 2 o 3 anni per trarre vere e significative conclusioni. Noi però siamo ottimisti. Questo speriamo ci possa aiutare ancora di più con il nostro concetto di raccogliere uva più bella e matura possibile.

Vedremo.

Ci vediamo presto con la seconda parte, quella della vinificazione.

Grazie dell’attenzione.

Azienda Pastoris.

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